PERCORSI DI EVOLUZIONE PERSONALE CON I GONG

  • METAMORFOSI DALL’UOVO ALLA FARFALLA Quattro incontri di due ore ciascuno una volta al mese

 

 

Il percorso utilizza come archetipo il simbolo della Farfalla, da sempre visto come processo di Trasformazione, che porta il tutto verso un ordine superiore. In questo percorso ci viene insegnato attraverso l’osservazione della natura la TRASFORMAZIONE della vita. Una trasformazione consapevole a creare in noi situazioni del tutto nuove per realizzare così il nostro disegno originario.

Ogni nuova idea, ogni piccolo passo rispecchia esattamente il percorso della Farfalla.

Finché non abbandoneremo la paura che ci spinge alla conservazione della forma che incarniamo, non potremmo mai adattarci al cambiamento. Oggi più che mai siamo chiamati ad attuare questo passaggio in quanto chiamati a rispondere al nuovo salto evolutivo che è già in corso e che ci chiede di farci trovare pronti. Chi non sarà disposto al “sacrificio” della Crisalide, ad una nuova e reale trasmutazione, non potrà appartenere alla nuova Era e non potrà librarsi in volo come una Farfalla.

 

Il percorso consta di quattro fasi dove il ricevente può scegliere se percorrere l’intero tragitto oppure solo una o più fasi a seconda del suo momento di vita attuale. Libertà di scelta, di consapevolezza e di evoluzione.

 

  • UOVO

 

Nella Bahyrivha Upanisad, l’Uovo del mondo rappresenta il germe a partire dal quale l’universo si sviluppa all’inizio di un ciclo cosmico: è detto l’Uovo di Brahmà o Embrione d’oro. Prendendo come partenza le leggi di Manu dove vengono descritte le funzioni germinative è interessante la magia della vita.

Questo embrione d’oro lo ritroviamo nella creazione di tutti gli esseri viventi sia che l’uovo sia manifesto esternamente, sia che esso esista per il concepimento.

L’Uovo rappresentante il Sole, l’uovo d’oro, l’Uno che rappresenta l’origine di tutte le cose. In sé poi l’uovo porta due parti; il Cielo e la Terra e l’atmosfera nel mezzo. Nascono poi i punti cardinali e il luogo eterno delle acque. Da sé stesso scaturisce la mente e il cuore, l’essenza di ciò che è reale e irreale, e dalla mente e dal cuore giunge il senso dell’ IO, l’autoconsapevolezza e il Sè.

L’Uovo ha una valenza mistica e simbolica data dal Sole nel tuorlo e la Luna nell’albume. Un dualismo che genera la vita che rinasce e si perpetua.

In altre culture l’Uovo simboleggia la reincarnazione, la ripresa del ciclo vitale dove l’eterna primavera dell’anima attende di irrompere il guscio e ritornare alla vita, apparire nuovamente. L’Uovo racchiude al suo interno l’Essenza, tutte quelle informazioni che riguardano il proprio Essere. Divenendo Farfalle giungiamo non a ciò che appare come trasformazione, ma ritroviamo la nostra vera essenza che è già inscritta all’origine.

 

  • BRUCO

 

Il destino del Bruco e il progetto che la natura ha per lui è proprio quello di evolvere in Farfalla. Se un bruco non compie questo naturale passaggio, non ha realizzato le possibilità insite nella sua natura. Ecco che anche l’uomo che non realizzi la sua Anima-sé attraverso l’evoluzione della sua Coscienza non porta a compimento il proprio piano di Creazione. Il Bruco nel suo strisciare la vita terrena e materiale compie un viaggio di passaggio. Simboleggia proprio il cammino dell’uomo incarnato nel suo viaggio terreno.

Ma il bruco una volta uscito dall’uovo è cosciente del suo viaggio? Accade questo anche nelle piante che ritrovano nel seme tutto il loro progetto di creazione e quindi tendono naturalmente alla realizzazione. Traslando tutto ciò nell’essere umano, possiamo forse dire lo stesso? Certamente, anche nell’uomo c’è un progetto evolutivo e di crescita non solo nel piano orizzontale, ma verticale e quindi nello sviluppo della coscienza del sé superiore.

L’elemento che viene associato a questa fase è TERRA e LEGNO.

           

  • CRISALIDE

 

Il termine Crisalide deriva dal greco “chrusòs” che significa Oro. Rappresenta anche l’idea di risplendere, ardere, brillare. In natura il lepidottero avvolto dal suo involucro color oro è in attesa di trasformarsi in farfalla. In questa bellissima immagine, si racchiudono molti significanti per l’essere umano. Rappresenta la rinunzia al passato, alla materia per la conquista di un nuovo stadio che è quello dello spirito. Lo stato di passaggio rappresenta anche il passaggio dell’anima, un momento di passaggio dal corpo materiale al sé spirituale. È questa la fase più delicata e la più affascinante. È proprio da qui che l’essere strisciante “bruco” si trasforma in essere volatile “farfalla”. La fase fuoco è ben rappresentata in quanto trasformazione, proprio come il potere dell’elemento fuoco. Qui in questa fase il bruco avvolto nel suo bozzolo, attraverso il fuoco trasmutatore realizza la sua nuova identità.

Inoltre qui accade un altro passo importante: la DISIDENTIFICAZIONE. Se la crisalide si attaccasse alla propria forma non riuscirebbe mai a diventare farfalla. La transitorietà della forma per qualcosa di completamente nuovo. Il bruco una volta giunto a maturazione trova un luogo sospeso tra terra e cielo e forma il suo bozzolo che lo avvolge a testa in giù in attesa dello “fiorire” delle ali. La simbologia richiama la dodicesima lama dei tarocchi “L’APPESO”. Qui un uomo appeso a testa in giù, appeso da un piede con le gambe incrociate a formare una croce e le mani legate, immobile proprio come una crisalide. La fuoriuscita dalle tasche dell’uomo delle monete d’oro rappresentano il fuoco, l’essenza di ciò che porterà a trasformazione. Una frase alchemica riporta: “Solo con l’oro si realizzi l’oro” La tredicesima lama è la carta della MORTE, il cui significato è il cambiamento. In questa fase ecco l’esplicitazione dell’evoluzione dell’essere.  

A testa in giù sospeso questo essere risorge in una nuova forma che gli permette di viaggiare in un nuovo piano legato all’elemento aria attraverso il FUOCO suo elemento di trasformazione.

 

  • FARFALLA

 

Ed eccoci allo stadio finale che rappresenta anche un nuovo inizio. Il compimento non è orizzontale, bensì circolare. la farfalla non conta i mesi ma gli attimi. Cosa significa? Questa fase diviene una vera essenza preziosa dove tutto scorre sul bordo di una foglia come una goccia di rugiada che si è depositata durante la notte. Quale animale più di ogni altro si adatta a simboleggiare il potere trasmutativo dell’essere se non la Farfalla? Quale forma vivente rimane in una forma transitoria e limitata nel Tempo? Attenzione perché la sua mutazione è costante nelle quattro fasi, non può essere relegata a questa ultima fase. Qui possiamo ricondurre alla vera identità dell’essere. Forse prima potevamo vedere i colori delle sue ali? O forse potevamo vedere le ali che si sprigionano dalla radicale metamorfosi? Il tempo di vita della farfalla è breve, a volte ore, a volte qualche giorno. Ma allora che senso ha tutto questo? La natura ci ha mostrato un chiaro esempio del mistero più grande della vita stessa: la TRASFORMAZIONE. Una credenza greco-popolare considerava la farfalla simbolo dell’anima liberata dalla materia del corpo. L’elemento associato è quello dell’ARIA.

 

“Ciò che per il bruco è la fine del mondo, il mondo la chiama farfalla” Lao Tzu

 

  • L’IMPORTANZA DEL PROPRIO NOME Tre incontri di due ore ciascuno una volta al mese
  • IL NOME E IL SUO SIGNIFICATO

 

Il nome e la scelta del nome non è qualcosa di scontato. Poniamo alcune riflessioni sull’importanza di attribuire un nome a una persona e l’importanza di chiamare le persone con il proprio nome. Il nome che si dà a un nuovo essere diviene un augurio cantato ogni qualvolta pronuncio quel nome. All’altro che è diverso da me e che è una nuova scoperta che ogni volta nasce da un mondo nuovo. Attraverso il nome io entro in relazione con una nuova identità e così la identifico come quel nome. Una identità formata a partire dal nome e dalla costruzione del sé sulla base del suono del nome. Il nome è una grande responsabilità sia per chi lo dona che per chi lo riceve ed è per questo che donare un nome è un atto di presa di coscienza di una nuova identità che si viene a formare.

Spesso i nomi ricalcano personaggi televisivi, famosi oppure persone familiari del passato che si desiderano evocare. Ricordiamoci che il nome è un vestito che non può ricalcare o sostituire nessuno. Ricevere un nome è un po’ come rinascere acquisendo una nuova identità.

Ma cosa rappresenta il nome nella vita di una persona? Il nome richiama un suo significato contestualizzato con l’ambiente in cui quel corpo vive, sotto gli influssi quindi della società, della lingua rendendo così un essere identificato e non più anonimo.

Chi riceve il nome diviene responsabile e deve avere cura di quel nuovo vestito. L’essere chiamati per nome costruisce interamente la personalità e chiama la persona nella sua interezza. Il nome diviene la porta di accesso ai segreti dell’altro e due persone che si chiamano per nome entrano in un viaggio nuovo e profondo, altresì molto intimo. Il nome proprio ha radici diversificate, significati vari ed è compito dell’essere umano a partire dal nome ricercare la propria identità costitutiva. Spesso le persone hanno un nome e vengono chiamati con un’altro nome, oppure il nome viene abbreviato o in alcuni casi storpiato.

“Quando amo le persone immensamente non dico mail il loro nome a nessuno. Sarebbe come rinunciare a una parte di esse”

(Gerhard Adler – Psicologia Analitica)

 

  • IL CORPO DEL NOME

 

Nel nome è contenuto il progetto dell’individuo. Nel nome il canto delle lettere che lo compongono formano il corpo dell’essere.  

È interessante come il corpo muoia, ma non il nome che persiste in eterno, al di là della memoria di chi ci ama ma in virtù del potere del nome stesso. Con il linguaggio gli uomini si incontrano sulla terra, ognuno trova la via verso l’altro. Le anime si uniscono tra loro. Sentiamo che nel linguaggio vi è qualcosa di essenziale sulla terra che è anche un riflesso terrestre della vita del Logos, della parola cosmica.

Nel linguaggio abbiamo abbiamo due elementi: le vocali e le consonanti. Le consonanti riguardano la nostra sottile struttura corporea. Pronunciando una B, una P, una R ci riferiamo nel corpo a una determinata forma. Le consonanti sono lo strumento musicale. Con le vocali l’anima suona sul consonantismo dello strumento corporeo umano. Quando emettiamo vocali  spingiamo quel che vive nell’anima verso il corpo, che offre soltanto lo strumento musicale, aggiungendo l’elemento consonantico. Lo strumento del corpo è morto se non tocca la sfera vocalica animica.

Qui sulla terra abbiamo il nostro corpo che emette suoni vocalici. Di là abbiamo i suoni vocalici nei quali vive l’anima, di modo che il suono diviene il corpo dell’anima.

 

“Ogni nome è pieno di un’energia capace di condizionare fortemente chi lo porta”

(Pavel Florenskij)

               

  • IL NOME DELL’ANIMA

 

Esiste un abisso tra il nome proprio e il semplice nome comune, perché esso rappresenta l’essenza dell’essere unico e inconfondibile nell’unicità dell’individuo. Non è sufficiente però che la singola persona si riconosca nel proprio nome, bensì è necessario che lo faccia anche l’altro incontrato. È solo chi si riconosce nel proprio nome che manifesta il benessere della propria persona e può quindi avanzare verso il riconoscere il nome d’anima. Diviene un passaggio secondario e non una sostituzione del proprio nome che altrimenti sarebbe un mentire a sé stessi. A volte le persone portano un secondo nome già dalla nascita. Un nome mai pronunciato, secondario, quasi di poca importanza mentre proprio lì si cela il nome d’anima. Ma l’anima può avere tanti nomi? Sì, anche se uno rimane sempre il nome fondamentale dell’anima. In questa sessione ultima può accadere di riceverlo se sei pronto ad accoglierlo. Prima però ricordati di vestire il tuo nome terreno perché è l’accesso a nuovi mondi.

 

“Lo sai, il nome che si porta significa molto.Sai anche ai malati spesso si dà un nuovo nome per guarirli, perchè col nuovo nome essi ricevono anche una nuova essenza. Il tuo nome è la tua e